domenica 7 gennaio 2018

Stratega militare spiega perché i governi sono cauti in materia di UFO

Il livello estremo di classificazione di molti studi di questo tipo deriva spesso da una serie di ragioni. La prima e quella più ovvia è il desiderio di nascondere le capacità avioniche di un qualsiasi potenziale concorrente o nemico non dichiarato.
La seconda, è, fondamentalmente politica e precisamente il desiderio di non farsi cogliere impreparati, né dai politici né dai leader dei vari rami del Dipartimento della Difesa statunitense.
Lo scorso anno, New York Times ha pubblicato quello che sembrava una notizia sensazionale. Secondo quanto riportato nell'articolo, dal 2007 al 2012, il Dipartimento della Difesa statunitense avrebbe gestito un segreto programma per conto della Defense Intelligence Agency noto anche come Advanced Aerospace Threat Identification Program.
In breve, lo scopo era, esaminare i numerosi rapporti sugli UFO e valutare se qualcuno di essi rappresentasse una minaccia per gli Stati Uniti. Ma è esistito davvero questo segreto programma governativo? 
In base a quanto emerso sul sito Seesquire.com, sarebbe un fatto eclatante rivelare l'esistenza del programma stesso, per non parlare dei risultati ottenuti all'interno del progetto. Questa non è la prima volta che il Dipartimento della Difesa ha voluto esaminare e affrontare la problematica degli UFO.
"Oggetto volante non identificato" è un termine coniato per la prima volta da un ufficiale USAF, il capitano Edward Ruppelt, che fu uno tra i più grandi sostenitori del "Project Blue Book".Il primo di questi studi iniziò nel 1947 con tre nomi diversi (l'ultimo dei quali è il Blue Book), che ufficialmente è durato per più di 20 anni prima di cessare definitivamente nel 1969.

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